Ambiente familiare, la sala dà su un piccolo salottino con divano, tv e playstation, oltre ad altri dettagli che ora non ricordo, che contribuiscono alla suddetta atmosfera.

Che dire, abbiamo mangiato 3 varietà di primi, bevuto vino, vin santo e cantucci, caffè. Il tutto a 10 euro a testa.

Diciamo che comunque che il prezzaccio può essere dipeso dal fatto che siamo arrivati tardi e probabilmente la signora ci ha dato gli “avanzi”. Vi consigliamo quindi di arrivare tra le 14 e le 15 per usufrire del dedotto “sconto avanzi”. Ma non fraintendete eh, il tutto molto molto buono e abbondante. Di particolare i pici col sugo di pan grattato.

Non riesco a trovare il posto su googlemaps, ma tranquilli che Montepulciano è piccola, e la disponiblità tipica dei toscani vi aiuterà a trovarlo.

visitato da Mattia

e Francesco

e Gianluca

e Laura

e Nükhet

Già il fatto che arrivi e suoni al citofono per entrare (come scritto nel sito) può essere simpatico. Civico numero uno di Prato della Valle, Palazzo Angeli. Se poi capiti di là la terza domenica del mese, non solo il biglietto è gratuito, ma poi trovi in piazza il mercatino delle pulci. Insomma: suoni, fai tre piani di scale e arrivi nel sottotetto del Palazzo che ospita il Museo. Magari piccolo in quanto a metri quadri ma veramente ricco e curioso in quanto a pezzi conservati: trattasi della collezione privata di Laura Minici Zotti, che è anche la direttrice del Museo stesso. E quando c’è da azionare le macchine, pure di questo si occupa. Questi spazi infatti raccolgono svariate invenzioni settecentesche e ottocentesche che simulano vedute, tridimensionalità, movimento. Insomma, tutti i precedenti tecnici di Avatar… Su tutte la serie interessantissimea di “Lanterne Magiche“, ovverosia un antenato dei moderni proiettori; con la differenza che al posto delle diapositive ci sono vetrini dipinti a mano, alcuni dei quali con movimenti meccanici, o in serie (come sopra nell’immagine).

Chicca finale: una camera ottica puntata all’esterno, su Prato della Valle. La camera ottica è uno strumento già descritto anticamente, probabilmente usato già alla fine del ‘400, ed entrato in auge con la grande stagione vedutistica del ‘700. Antonio Canal detto Canaletto, tanto per citare qualche utilizzatore. Prima, forse anche Vermeer.

visitato da Luca

Quasi rischi di trascurare questo palazzo bolognese, Palazzo Poggi, in mezzo ad una via (via Zamboni) non certo priva di altre attrattive architettoniche. Ma se non lo sottovalutate, vi regalerà più di una sorpresa. Oltre alla biblioteca di non so più quale Dipartimento che si occupa d’Oriente, al piano nobile vi trovate un curioso Museo. Già nel Settecento, infatti, il palazzo era stato destinato all’Istituto delle Scienze: ciò significò lavori, ricostruzioni, aggiunte di nuove parti (un osservatorio astronomico, tanto per gradire). Eppure il meglio deve ancora venire, perché nell’Istituto si faceva ottima ricerca secondo i nuovi criteri scientifici illuministici. Questo significa: strumentazioni, arnesi dal curioso e misterioso aspetto, camere oscure, prismi e quant’altro. Ancora: incredibili modelli anatomici in terracotta e cera con qualsiasi parte del corpo umano dovutamente dissezionata. Di più: in questa collezione è confluito quanto rimane di due raccolte di fondamentale importanza, quella di Cospi e di Aldrovandi (guardate qui e qui), tipico esempio di wundekammer. Elenco: animali impagliati, fossili, conchiglie, corna, denti di narvalo…

Da considerare anche il fatto che questo quasi sconosciuto Museo è ad entrata gratuita. Consiglio caldamente la guidina. Economica, essenziale, ben fatta. Buona visita.

visitato da Luca

Antipastoteca di mare alla Voliga

Girovagando per una città sconosciuta non capita molto spesso di trovarsi per caso in un localino tipico, minuscolo, con cibo tradizionale di ottima qualità ed economico. All’antipastoteca ci sono pesci disegnati alle pareti, incollati e appesi ovunque, 5 o 6 tavoli, un cuoco artigiano e un figlio che impara il mestiere. L’antipasto misto è d’obbligo anche perché comprende una gustosa spiegazione del contenuto di tutti gli assaggini e dell’ordine in cui è preferibile mangiarli fatta al tavolo dallo stesso cuoco/proprietario, ordine da seguire rigorosamente per gustare appieno ogni sfumatura di sapore. La pluripremiata zuppa di pesce servita in una conchiglia gigante (se siete fortunati) è l’orgoglio della casa.

Ah, dimenticavo, il caffè è ovviamente con la moka.

visitato da Laura

Pizzeria Uniko – ex Willy

Milano è li, puzza, c’è smog, traffico, piove. Però è li. A due passi, allunghi la mano e c’è tutto. Ma proprio tutto. Vuoi una pizzeria che fa le pizze giganti, squisite e in cui puoi ancora fumare al tavolo come ai vecchi tempi?

C’è. È la “Pizzeria Willy 1”. “1” perché poi ne hanno aperte altre, ma la migliore resta quella vicino a Piazza 24 Maggio.

A due passi dai navigli è tra le migliori pizzerie milanesi. Occhio al parcheggio, ghe n’è minga. Ed è meglio prenotare se è venerdi o sabato.

Curioso particolare: siccome a Milano sono tutti un po’ avanti, è stato il primo locale di cui ho memoria nel quale ho visto usare quei bellissimi aggeggini tipo palmari per prendere le prenotazioni.
Inoltre, a fine cena, ti danno pure il gratta e vinci, può scapparci il dolce.

Milano è sempre Milano.

Guarda dov’è

visitato da Gianluca

Melbookstore

E’ una grande libreria e fa parte di una catena. Ma cosa ci posso fare? Ha due ottime qualità: libri scontati + settore dvd ben curato.
Adoro spulciare i molti scaffali dedicati ai libri usati o scontati. Mi spiace che questo abbia portato a ridurre il settore audio/video, il tipo che lo cura ce ne sa a pacchi. Spesso rischiate di trovare 5-6 dvd usati di provenienza estera, magari orientale.
Per il resto si comporta come qualsiasi altra grande libreria. I commessi sono gli stessi da quando ha aperto. Chiedete e vi sarà dato.

visitato da Giulio

Buffet da Bepi (già bepi S-ciavo)

Se vedete una fila lunghissima fuori da una trattoria e avete la
serata libera che fate? Bè, io mi accodo. Anche se l’attesa è lunga, i
profumi che arrivano dall’interno sono praticamente un antipasto di
quello che finalmente si potrà gustare una volta entrati, vale a dire
maiale in ogni sua forma. Il menù è sempre lo stesso, piatto di maiale
che varia solo in base al numero di persone. Prezzo fisso 12 euro circa
a testa per mangiare fino a scoppiare. Il prezzo comprende cren a
volontà ma non comprende la cortesia del servizio, il cameriere di
turno inizia infatti a girolonzare attorno al tavolo con sguardo truce
non appena l’ultima briciola sparisce dal piatto per cui: alzarsi
pagare e uscire il prima possibile. Fuori uno dentro un altro…

Merita di essere letta anche la storia del locale

visitato da Laura

Da Renato

Chiedete per campo Santa Margherita, una volta arrivati svoltate nella calle di fronte all’edicola ed entrate nel primo baretto che trovate. Siete arrivati da Renato. In assoluto il miglior fritto della laguna: polpette di carne, formaggi, tonno, prosciutto, pesto, stecchi di patate, verdure varie. Per i più affamati paninetti piccoli piccoli. Dicono che faccia anche altro, una volta ho visto dei tramezzini, ma poco importa. Voi andrete là per il fritto. Semplicemente delizioso. Avvertenza: se volete mangiare dovete prendere da bere per forza. Prezzi modici.
Se non c’è troppa gente e capite un po’ di dialetto, Renato potrebbe snocciolare alcune delle sue perle di saggezza, del tipo “ta bòn, me mare ghe ga messo 9 mesi” (trad. se hai pazienza un attimo, sono subito da te).
Anche se in compagnia del suo giovane aiutante, e in barba ai sogni di molti, Renato non frigge in eterno, quindi in prossimità dell’aperitivo (19 circa), cercate di essere nelle vicinanze e vigilate sul retrobottega, pronti allo scatto.
Perchè qua, chi primo arriva meglio alloggia.

visitato da Giulio