Già il fatto che arrivi e suoni al citofono per entrare (come scritto nel sito) può essere simpatico. Civico numero uno di Prato della Valle, Palazzo Angeli. Se poi capiti di là la terza domenica del mese, non solo il biglietto è gratuito, ma poi trovi in piazza il mercatino delle pulci. Insomma: suoni, fai tre piani di scale e arrivi nel sottotetto del Palazzo che ospita il Museo. Magari piccolo in quanto a metri quadri ma veramente ricco e curioso in quanto a pezzi conservati: trattasi della collezione privata di Laura Minici Zotti, che è anche la direttrice del Museo stesso. E quando c’è da azionare le macchine, pure di questo si occupa. Questi spazi infatti raccolgono svariate invenzioni settecentesche e ottocentesche che simulano vedute, tridimensionalità, movimento. Insomma, tutti i precedenti tecnici di Avatar… Su tutte la serie interessantissimea di “Lanterne Magiche“, ovverosia un antenato dei moderni proiettori; con la differenza che al posto delle diapositive ci sono vetrini dipinti a mano, alcuni dei quali con movimenti meccanici, o in serie (come sopra nell’immagine).
Chicca finale: una camera ottica puntata all’esterno, su Prato della Valle. La camera ottica è uno strumento già descritto anticamente, probabilmente usato già alla fine del ‘400, ed entrato in auge con la grande stagione vedutistica del ‘700. Antonio Canal detto Canaletto, tanto per citare qualche utilizzatore. Prima, forse anche Vermeer.
visitato da Luca

