Karim HotelDopo aver fatto una visita all’imponente Jama Masjid, tuffatevi senza esitazione nel suq islamico. Se ci siete arrivati senza essere stati uccisi dal traffico della città vecchia, non lasciatevi intimorire dalle teste di capretto appena tagliate e messe a cuocere sulla piastra e dirigetvi decisi verso il ristorante Karim Hotel. L’entrata è una calletta minuscola di cinque o sei metri che da su un cortile interno della città vecchia, ormai invaso dai condizionatori e dal cemento armato sgarrupato. Il ristorante islamico si è qui espanso in tutti i locali, formando un locale che è tutto intorno a te, come la vodafon o le polo. L’ambiente è smarzo e accogliente e il menù veramente ricco di prelibatezze di tutti i tipi. Io e il mio amico Tanaka abbiamo ordinato un pollo tandoori (che ha vinto su tutto), verdure miste cotte e cervello al curry. Per i più raffinatoni si trovano piatti anche meno particolari. Si esce dal locale con la pancia satolla e il portafoglio alleggerito un po’ più del solito per la media di Delhi (abbiamo speso circa 300 rupie a testa, ossia 5€). Insomma, mica male. Sempre che poi non siate troppo rilassati per trovare il coraggio di affrontare la città vecchia sotto il sole!

Visitato da Matteo

Trimbak è uno dei luoghi più sacri di tutta l’India (sembra che ogni città indiana si auto-definisca in questo modo per avere un po’ di pellegrini, ma non è questo il caso). E’ uno spiazzo polveroso con nove mila abitanti, un tempio che conserva uno dei soli 12 Liṇga (falli) di pietra auto generati simbolo di Shiva, migliaia di pellegrini che la visitano ogni giorno e poco altro. E’ possibile visitare il cortile del tempio facendo ore di fila e godendosi i rumori-odori-umori corporei di decine di pellegrini hindu schiacciati contro di voi che vi guardano stupiti. L’ingresso al tempio è, infatti, riservato ai soli hindu, tuttavia con più o meno 300 rupie è possibile corrompere un funzionario pubblico e garantirsi l’accesso al tempio. Questo vi permetterà di entrare dall’entrata sul retro, non fare nemmeno un secondo di fila, vedere per forse 1,5 secondi il fantomatico Liṇga (giusto il tempo di pensare “è quello o è solo un buco nel pavimento?) per poi essere trascinati dalla folla e risputati fuori dal tempio. Lasciando a voi la scelta, questo è il mio consiglio: Quando vi trovate di fronte al tempio, ruotate di 90 gradi in senso orario, osservate le colline coperte di jungla che si ergono di fronte a voi e i tempietti che si trovano sulla cima e pensate “Si, là sopra ci vorrei proprio andare!”. Fatto questo chiedete di Vijay la guida (ha 17 anni ed è molto sveglio), ditegli che volete andare sulla Brahmagiri Hill e lui vi porterà sulla cima di un’altra collina ma va bene uguale. Vi aspettano 700 scalini, aria pulita, paesaggi incredibili e a metà strada il succo di limone più buono che abbiate mai bevuto nella vostra vita.

visitato da Laura