Osmize cioè Frasca, dal sapore tutto triestino e slavo. L’idea di fondo che sta dietro a questo accogliente locale è evidente dall’orario di apertura, dalle 9.30 alle 24.00. E’ un posto pensato per mangiare e bere bene ma soprattutto in compagnia e lungo tutta la giornata. Provvisto di giardino con tavolate, serve taglieri di affettati squisiti, formaggio fresco condito con olio evo sardo e fiori di finocchietto selvatico, pomodori secchi e olive sott’olio. Vino tradizionale, Malvasia o Terrano e un fantastico succo di mele bio autoprodotto. La prenotazione è obbligatoria, ma consente di stare ore e ore seduti a bere e mangiare giocando a carte o suonando una chitarra, al sole d’estate o al caldo della stufa d’inverno.

Il tutto lo trovate qui.

Visitato da Laura

Trimbak è uno dei luoghi più sacri di tutta l’India (sembra che ogni città indiana si auto-definisca in questo modo per avere un po’ di pellegrini, ma non è questo il caso). E’ uno spiazzo polveroso con nove mila abitanti, un tempio che conserva uno dei soli 12 Liṇga (falli) di pietra auto generati simbolo di Shiva, migliaia di pellegrini che la visitano ogni giorno e poco altro. E’ possibile visitare il cortile del tempio facendo ore di fila e godendosi i rumori-odori-umori corporei di decine di pellegrini hindu schiacciati contro di voi che vi guardano stupiti. L’ingresso al tempio è, infatti, riservato ai soli hindu, tuttavia con più o meno 300 rupie è possibile corrompere un funzionario pubblico e garantirsi l’accesso al tempio. Questo vi permetterà di entrare dall’entrata sul retro, non fare nemmeno un secondo di fila, vedere per forse 1,5 secondi il fantomatico Liṇga (giusto il tempo di pensare “è quello o è solo un buco nel pavimento?) per poi essere trascinati dalla folla e risputati fuori dal tempio. Lasciando a voi la scelta, questo è il mio consiglio: Quando vi trovate di fronte al tempio, ruotate di 90 gradi in senso orario, osservate le colline coperte di jungla che si ergono di fronte a voi e i tempietti che si trovano sulla cima e pensate “Si, là sopra ci vorrei proprio andare!”. Fatto questo chiedete di Vijay la guida (ha 17 anni ed è molto sveglio), ditegli che volete andare sulla Brahmagiri Hill e lui vi porterà sulla cima di un’altra collina ma va bene uguale. Vi aspettano 700 scalini, aria pulita, paesaggi incredibili e a metà strada il succo di limone più buono che abbiate mai bevuto nella vostra vita.

visitato da Laura

caravanserraglio 2

Caravanserraglio Gümrük

Ci si entra dal bazar. Senza fronzoli, è adatto per riprendersi dal caldo torrido. Ci sono vecchi che giocano a domino o a backgammon bevendo te, e piccoli sciuscià che girano per i tavoli a cercare clientela. La mia esperienza è stata di bambini che mi parlavano in turco, curdo e arabo, e di un curdo, Ridwan, che ha attaccato a chiacchierare  amichevolemente, per poi rivelarsi interessato solamente a vendermi tappeti…
Sgabellini della Coca-Cola a parte, mi è sembrato rimasto intatto nella sua essenza di luogo di ristoro, senza  corrompersi in quanto attrazione turistica.

visitato da Mattia

caravanserraglio

Caravanserraglio Hasan Paşa

E’ un antico caravanserraglio nel quartiere Dağkapı di Diyarbakır. Secondo il calendario islamico è stato costruito nel 1571 da Hasan Paşa. Oggi è uno dei centri turistici di Diyarbakır. Le stanze un tempo atte ad ospitare i viaggiatori, ora sono diventate piccoli negozi che vendono merce del luogo. Tappeti fatti a mano, scialli di seta, oggetti di ottone e argento lavorati in stile orientale e mobili antichi. Oltre a ciò, come è di moda dappertutto, ci sono anche negozi che vendono merce indiana. Il primo piano del caravanserraglio è occupato dai detti negozi mentre le stanze del secondo sono state adattate per diventare ristoranti. Né troppo costoso né molto economico. Purtroppo però appena scoprono che non sei del posto, anche se di poco, sentono il bisogno di aumentare il prezzo 🙂 Questi piccoli ristoranti offrono varietà di cibo sia di altre regioni della Turchia che locali. Dal momento che non ho avuto occasione di mangiare lì, non posso suggerire niente. Ma i cibi orientali sono buoni in genere; questo è un suggerimento valido, siatene certi. Nel momento in cui si entra nel caravanserraglio ci si trova su un ampio cortile, al cui centro c’è una piccola fontana. Intorno ad essa ci sono tavolini e sedie di un grazioso café. Il te e specialmente il caffè turco sono buoni, prezzi inclusi. Sebbene il te bevuto ad est sia forte, quello di qui era molto gradevole. Spero avrete l’opportunità di andarci.

visitato da Nükhet