Osmize cioè Frasca, dal sapore tutto triestino e slavo. L’idea di fondo che sta dietro a questo accogliente locale è evidente dall’orario di apertura, dalle 9.30 alle 24.00. E’ un posto pensato per mangiare e bere bene ma soprattutto in compagnia e lungo tutta la giornata. Provvisto di giardino con tavolate, serve taglieri di affettati squisiti, formaggio fresco condito con olio evo sardo e fiori di finocchietto selvatico, pomodori secchi e olive sott’olio. Vino tradizionale, Malvasia o Terrano e un fantastico succo di mele bio autoprodotto. La prenotazione è obbligatoria, ma consente di stare ore e ore seduti a bere e mangiare giocando a carte o suonando una chitarra, al sole d’estate o al caldo della stufa d’inverno.

Il tutto lo trovate qui.

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“Mio zio Ranieri è un omone grande e grosso che però si muove con incredibile agilità tra i fornelli e mi prepara deliziosi manicaretti”. Il tema di questo bambino descrive perfettamente il signor Ranieri, cuoco nonchè proprietario del ristorante Al Gnotul.

Il locale, caldo e accogliente, è frequentatissimo per il pranzo da operai e lavoratori della zona, il che è garanzia della qualità del cibo e del vino servito. Piatti tipici della tradizione locale, ingredienti genuini e portate abbondanti. Il menù a pranzo è fisso, e alla modica cifra di 10 euro si possono gustare primo, secondo, contorno, frutta, caffè, acqua e vino.

Se quando avete terminato il vostro pasto siete ancora in grado di camminare sulle vostre gambe potete visitare il castello di Rive d’Arcano, con le sue storie di assassinii truculenti e cadaveri murati.

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e Gianluca