Asiago è una località nota per il formaggio e le marmellate Rigoni. Probabilmente è anche luogo di villeggiatura di mezzo Veneto e la classica passeggiata per il centro cittadino, oltre alla calca, non offre molte sorprese da diversi anni.

Immaginate quindi lo stupore di ritrovare, un po’ appartato, uno splendido mercatino dell’usato ricco di magiche sorprese. Si tratta di due ampie sale, con tavoli espositivi e poco riscaldamento.

È diviso all’incirca in settori, appena entrati si trova un po’ di arredamento e cose sportive, quindi il tavolo delle cose da montagna, dei vestiti e la roba militare della guerra. In fondo alcune dotazioni più o meno tecnologiche come macchine fotografiche e vecchi stereo.

In una sala a parte tutto il settore entertainment: fumetti, vinili, DVD, giradischi, bambole, giochi in scatola e giocattoli educativi, tecnologia d’annata.

I prezzi sono relativamente bassi, le condizioni della merce variabili e la datazione incerta ma indicativamente dalla metà del ‘900 ai primi anni ’90.

Il mercatino si chiama Tesori Nascosti, in Via monte Mosciagh n. 9 e ha una sua pagina facebook.

 

 

Un paio di weekend fa siamo capitati in un posto molto variegato: l’Osteria senza l’Oste.

All’incirca a Santo Stefano, in Valdobbiadene (TV), c’è una locanda senza locandiere, dove ci si può servire di ottimo prosecco, pane, affettati e uova sode, lasciando poi la somma che si preferisce.

Accolti dal simpatico cartello “Proprietà privata – accesso consentito ad amici, conoscenti e simpatizzanti” si accede ad una casetta sul ciglio di una collina ricoperta di vigneti.
Dentro, oltre a vari generi alimentari (prezzati), si trovano una chitarra, fogli volanti ricolmi di attestazioni di stima, taglieri e bicchieri.
Fuori, oltre ad alcuni tavolini di fronte alla casa, se si è fortunati ci si potrebbe accomodare su una terrazza (max 12 persone) immersa e ricoperta dalla vigna. Tempo permettendo il panorama è garantito. Ricordatevi di portare un mazzo di carte.

Secret place: se siete sulla terrazza, non scomodatevi per tornare in casa a cercare un’altra bottiglia di prosecco, guardatevi bene attorno e scoprirete un piccolo frigobar incastrato nel muro, proprio dietro di voi.

P.S. non ci sono cartelli nè insegne, per arrivarci chiedete indicazioni sul posto.

Visitato da Giulio, Laura, Gian, Giorgia, Tushio

Il cosiddetto “sushi wok” è un tipo di ristorante, rigorosamente gestito da cinesi, dove è possibile mangiare a sazietà pagando una quota fissa intorno ai 16€. Il menu a buffet va dal sushi ai ravioli cinesi al vapore, dal fritto all’insalata, dalle cose cucinate alla piastra a quelle saltate col wok.
Non necessariamente il nome del ristorante contiene sia “sushi” che “wok”, ma se dovete fare una ricerca su google sono i termini giusti da cui partire. Personalmente sono andato solo ai due che trovate nella mappa, ma più persone mi hanno garantito che ne esistono molti altri.

Tra le varie cose che accomunano i “sushi wok” c’è la stessa attenzione verso l’interior design. Molto bianco e molta fedeltà all’ambiente precedente. Ovvero, a Mestre sembra di stare in una mensa e a Padova sembra di stare in un magazzino.

La prima volta che ci sono andato ho rischiato l’indigestione a causa della mia voracità. Così ho capito che esistono diversi approcci:

  1. mangio solo quello che conosco
  2. mangio quello che conosco ma assaggio anche il resto
  3. mangio un po’ di antipasto, qualcosa di fritto, del sushi, a scelta passo tra wok o piastra, il dolce
  4. devo riuscire a mangiare tutto quello che vedo

In generale è meglio sapere che: quello che si piastra non si wokka e viceversa, non tutto quello che sembra fresco è fresco.

Visitato da Giulio