Allora voi, che ce ne sapete un sacco, arrivate ad Astrachan centro, e vi fermate in qualche modo alla bašnia, cioè alla torre, che è il centro del centro. Poi andate dritti dritti per Via Kommunističeskaia fino a sbattere contro la sede della Gazprom, girate a destra per Via Lenina, attraversate il cortile, della Gazprom e di nuovo driiiiiitti dritti fino al lungo fiume. Dove c’è Mixailovskij, il supermercato dei ricchi con le lenticchie rosse e il riso arborio.
La vedete, oltre il ponte, dietro qualche lamiera, quella cosa a forma di chiesa? È una chiesa. Quella degli armeni.

Se lo attraversate, il ponte, qualche passo dopo averla superata, la chiesa, c’è uno sportellino angusto e poco invitante. È il panettiere armeno.
Esso, vende tre prodotti:

  • Il lavaš, il pane piatto, sofficioso e miracolosamente buono. 20 Rubli la pagnotta.
  • I xačapuri, che sono triangoli di pasta fritti ripieni di cose buone, e che a me sembrano uguali ai pirožki, che sono triangoli di pasta fritti ripieni di cose buone, ma non importa (*). 20 Rubli l’uno.
  • La pasta già pronta per fare il pane. 20 Rubli, 650g.

Via Naberežnaia 1 Maia_Lungofiume 1° Maggio. Aperto dalle 9.00 alle 19.00. Giorno di chiusura, domenica. Che gli armeni son cattolici.

(*) Bè insomma, i pirožki non sono sempre sempre a forma di triangolo, dipende dalle ricette. Però specificarlo mi rovinava dibbrutto il periodo.

visitato da Ginevra


Allora c’è questa città nel Caucaso Settentrionale, nella metà tranquilla, del Caucaso Settentrionale, che si chiama Kislovodsk.
Kislovodsk, si trova nel governatorato di Stavropol, e se putacaso vi trovate ad Astrachan, potete raggiungerla con un autobus a 1000rubliX15ore. È economico e non così terribile come sembra.

Tutto questo per dire che se per caso decidete di andare in Caucaso, e passare per Kislovodsk, e poi volete mangiare tanto, bene e a poco, vi conviene fermarvi da Mimino.
Mimino, è un ristorante di cucina tradizionale georgiana, che poi tra l’altro si chiama come un film, georgiano. In quattro ci abbiamo mangiato due portate a testa più il tè per un totale di 1150 R _ 27 € circa e uscita di scena rotolando.

Per arrivarci basta percorrere la via Żamičatelna, che è la principale del centro. È in una laterale facile da trovare, essendoci un cartello che lo indica, il ristorante. Però è meglio avere almeno un’infarinatura di russo, o quantomeno sapere il cirillico, che i caratteri latini, in Caucaso, manco se t’ammazzi.
Il servizio è meglio prenderlo con sportività. Sono veloci, ma di un’antipatia al limite del demenziale. In generale, le cameriere di Kislovodsk, sembrano odiare i clienti più di qualsiasi cosa al mondo.
Consiglio le zuppe e il montone alla georgiana. Anche solo per dare fastidio alla cameriera che insisterà che è meglio di no non credo che vi piacerà, e ripetendo all’infinito la parola uova come se fosse un sinonimo di uranio impoverito.

visitato da Ginevra

Quasi rischi di trascurare questo palazzo bolognese, Palazzo Poggi, in mezzo ad una via (via Zamboni) non certo priva di altre attrattive architettoniche. Ma se non lo sottovalutate, vi regalerà più di una sorpresa. Oltre alla biblioteca di non so più quale Dipartimento che si occupa d’Oriente, al piano nobile vi trovate un curioso Museo. Già nel Settecento, infatti, il palazzo era stato destinato all’Istituto delle Scienze: ciò significò lavori, ricostruzioni, aggiunte di nuove parti (un osservatorio astronomico, tanto per gradire). Eppure il meglio deve ancora venire, perché nell’Istituto si faceva ottima ricerca secondo i nuovi criteri scientifici illuministici. Questo significa: strumentazioni, arnesi dal curioso e misterioso aspetto, camere oscure, prismi e quant’altro. Ancora: incredibili modelli anatomici in terracotta e cera con qualsiasi parte del corpo umano dovutamente dissezionata. Di più: in questa collezione è confluito quanto rimane di due raccolte di fondamentale importanza, quella di Cospi e di Aldrovandi (guardate qui e qui), tipico esempio di wundekammer. Elenco: animali impagliati, fossili, conchiglie, corna, denti di narvalo…

Da considerare anche il fatto che questo quasi sconosciuto Museo è ad entrata gratuita. Consiglio caldamente la guidina. Economica, essenziale, ben fatta. Buona visita.

visitato da Luca

Antipastoteca di mare alla Voliga

Girovagando per una città sconosciuta non capita molto spesso di trovarsi per caso in un localino tipico, minuscolo, con cibo tradizionale di ottima qualità ed economico. All’antipastoteca ci sono pesci disegnati alle pareti, incollati e appesi ovunque, 5 o 6 tavoli, un cuoco artigiano e un figlio che impara il mestiere. L’antipasto misto è d’obbligo anche perché comprende una gustosa spiegazione del contenuto di tutti gli assaggini e dell’ordine in cui è preferibile mangiarli fatta al tavolo dallo stesso cuoco/proprietario, ordine da seguire rigorosamente per gustare appieno ogni sfumatura di sapore. La pluripremiata zuppa di pesce servita in una conchiglia gigante (se siete fortunati) è l’orgoglio della casa.

Ah, dimenticavo, il caffè è ovviamente con la moka.

visitato da Laura